Opinione Liberale - No ai cerotti, sì a un vero congedo parentale

Dopo una votazione finita in parità a dicembre, nel prossimo Gran Consiglio rivoteremo sul controprogetto presentato dalla minoranza della commissione che propone un aumento di 2 settimane di congedo parentale oltre alle 14 settimane già previste.

Le disuguaglianze di genere si devono affrontare offrendo le stesse opportunità di essere contemporaneamente impegnati nel lavoro in ufficio e nella cura della famiglia. La gender equality non è più solo una questione femminile ma riguarda entrambi i sessi e negli ultimi anni sono stati raggiunti diversi obiettivi in termini di conciliazione tra lavoro e vita familiare che hanno permesso a molte madri di continuare ad esercitare la loro professione dopo un periodo di maternità, grazie ad un approccio collaborativo nella gestione dell'educazione dei propri figli e alla riforma sociale che ha potenziato gli aiuti per la cura dei figli con un maggiore finanziamento degli asili nidi. Un compito non facile e che spesso equivale ad una vera e propria acrobazia: per tutte queste ragioni ero favorevole al congedo paternità approvato dal popolo lo scorso settembre.

È facile, accattivante e giusto a dirsi, sarebbe bellissimo stare a casa anche oltre le 16 settimane ma questo é estremamente difficile da implementare soprattutto per realtà medio piccole dove l’assenza prolungata del personale pone delle grosse difficoltà

Due settimane ulteriori di congedo parentale, che si vanno ad aggiungere a quello di paternità entrato in vigore il 1.gennaio 2021, e che verrebbero accordate  a tutti, anche alla famiglie dove la mamma non lavora, in questo momento di estrema difficoltà nel mondo del lavoro, accentuato dalla pandemia e con conseguenze ancora difficilmente calcolabili rischierebbe solo di mettere ancora più in difficoltà le nostre aziende, i datori di lavoro e peserebbe finanziariamente su tutti i lavoratori che vedrebbero la loro busta paga diminuire in quanto questo ulteriore congedo verrebbe finanziato con l’IPG senza risolvere sostanzialmente la questione di conciliabilità tra famiglia e mondo del lavoro.

Michela Ris